mercoledì 27 aprile 2011

Al di là delle pagelle...

Napoli-Udinese e Palermo-Napoli non sono state seguite, su questo blog, da pagelle e voti alla squadra azzurra.

Qualche fidato lettore si sarà accorto della cosa e si sarà domandato, giustamente, il perché, in effetti un “perché” c’è, ed è che sarebbero state pagelle orribili, nessuno avrebbe raggiunto la sufficienza (eccezion fatta per Yebda, per quei pochi minuti a Palermo, unico a battersi per il pareggio) e sarebbero volati troppi brutti voti (a Lavezzi per l’apatia mostrata contro l’Udinese, per il suo nervosismo ed il suo infantilismo, a Maggio e Campagnaro per gli errori e le disattenzioni fatti vedere in entrambe le partite, a Pazienza e Cavani per la mollezza con cui andavano incontro a palloni ed avversari, ad Hamsik per i suoi passaggi sbagliati, facili prede per avversari vogliosi di rivincite personali) insomma sarebbero state negative per loro, per i protagonisti, ma allo stesso modo dolorosissime da scrivere per noi.

Sì perché fare le pagelle, dare i voti ad una squadra, è compito da osservatori del calcio, preparati ed esperti per carità, ma è gente che può permettersi di guardare il calcio con distacco e professionalità.
Ecco, questo è il punto, la “professionalità”, quelli lì sono professionisti del giornalismo, per loro (per alcuni di loro) scrivere di una vittoria o di una sconfitta è solo parte del mestiere, ma per noi del blog è diverso, il nostro mestiere è tifare (ricordandoci dell’etimologia,
dal greco antico “typhos” cioè febbre) e quando la nostra squadra perde, e lo fa giocando malissimo come contro Udinese e Palermo, proprio non ce la facciamo a scrivere, soffriamo, stiamo male e riflettere “obiettivamente” e “professionalmente” ci fa solo stare peggio, così non troviamo rimedio migliore che provare a non pensarci, a distrarci con altro, però sappiamo anche che, con questo nostro atteggiamento, facciamo un torto a voi, che ci seguite con attenzione, e ci sembra doveroso chiedervi scusa per queste nostre inadempienze.

Allo stesso modo però non siamo ipocriti, non vi promettiamo di “non farlo più”, probabilmente ci ricascheremo, sicuramente capiteranno periodi neri in cui non ci riuscirà di scrivere nemmeno una riga, quando succederà però perdonateci, o almeno provate a comprenderci, e ricordate che noi siamo "febbricitanti" e che non esiste una medicina capace di guarirci, trattateci con riguardo, non ci passerà mai questa malattia, e forse, in fondo, nemmeno vogliamo che ci passi...

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venerdì 22 aprile 2011

Risorgere in 90 minuti?? E' Pasqua, siamo il Napoli...Yes, We Can!!!

A ritmo di samba anche il Venerdì Santo, inebriati dal profumo di feijoada e dal sapore di avocado ripieni, arriva bollente sulla tavola anche il nuovo articolo di Juaninho Rumba...Gustatelo!!!

Provateci voi. Chi si è avvicinato al calcio ancora in fasce o da adulto, ma non ha scelto la retta via della fede azzurra. Provateci voi, che ora siete bravi a dire “io l’avevo detto!”. Allora che aspettate? Immedesimatevi.
La vostra squadra del cuore, dopo anni in cui i dolori l’hanno fatta nettamente da padrone sulle gioie, si proietta definitivamente nell’Olimpo calcistico, arrivando ad un tiro di schioppo da un sogno. Ora presentatovi il quadro, misuratevi nel circoscrivere il vostro destino, imponendovi un target inferiore all’obbiettivo massimo. Voi che, nelle tanto decantate bacheche, annoverate numeri considerevoli di scudetti, che possedete più coppe che giocatori. Quanti - e vi invito ad essere onesti - avrebbero il coraggio di affermare in maniera convinta “non ce la faremo, siamo inferiori, accontentiamoci!”.
Chiaramente ognuno avrà la sua verità, questo è pacifico, ma pensateci su la prossima volta che pieni di impeto sarete lì a sottolineare i meriti del vostro pronostico.

Tornando a noi, “E’ andata così!”, vien da sussurrarsi per conforto reciproco. Domenica sera è stata una sconfitta molto amara, con le colpe da dividere tra Mazzarri, poco lucido nel leggere la partita prima, durante e dopo e i giocatori apparsi lenti ed impacciati rispetto ai dirimpettai che sembravano bruciare l’erba del campo, quasi fossero loro il Napoli. Gli azzurri hanno così dovuto alzare bandiera bianca all’Udinese e probabilmente, anche nella corsa scudetto. Pur tuttavia la stagione non è ancora finita, ci sono cinque partite da disputare e la nave deve essere ormeggiata in porto prima che il mare diventi grosso. Il nostro porto ad oggi si chiama Champions League,la brama è arrivarci per vie dirette,evitando scomodi preliminari.
Classificarci tra le prime tre è l’imperativo. Ci si deve concentrare sulla prossima sfida contro il Palermo in quella “Sicilia bedda”, a noi spesso ostile.

E’ ripartito a Castelvolturno il Napoli dei record, dei gol dei tre tenori, della lunga imbattibilità casalinga di De Sanctis, del milione di tifosi allo stadio, capaci di cantare e applaudire anche in caso di onorevole sconfitta. Ripresi gli allenamenti la banda Mazzarri, si sta esercitando per provare, nel giorno antecedente la Pasqua, a frantumare il precedente record di resurrezione, stabilito in tre giorni, e abbassarlo a soli 90 minuti.
Gli handicap saranno non avere capitan Cannavaro ed il “Pocho” Lavezzi, entrambi già in diffida e ammoniti nell’ultima gara. Sarà un’atmosfera magica per Edinson Cavani che torna per la prima volta al Renzo Barbera da avversario, non sono attesi i canonici fischi all’ex ma chissà quanti dèjà vu per il “Matador” che rivedrà i suoi ex compagni da avversari.
All’andata sotto i riflettori del San Paolo non aveva timbrato il cartellino ma si era divertito a servire a Maggio un assist, con il pallone da spingere soltanto in rete. Fu 1 a 0, con i rosanero che tutt’oggi ammettono quanto bruciò quella sconfitta. I protetti di Santa Rosalia non hanno avuto un girone di ritorno particolarmente gratificante ma non vorranno regalare nulla al Napoli, intanto, visto l’esito della partita di andata, inoltre c’è stato da poco il reintegro come allenatore di Delio Rossi che ha tutto da dimostrare, senza dimenticare che il presidente Zamparini, non si stanca mai di sottolineare quanto le due squadre siano speculari sotto gli aspetti tecnici. “Mr. 60 milioni” Pastore ,Abel Hernandez, lo sloveno Ilicic e il “Romario del Salento” Miccoli gli spauracchi da fronteggiare, ma niente paura.
L’Udinese “Iscariota” ci avrà anche dato un bacio mortifero e in quel di Palermo si aspettano di ripetere i Vespri siciliani ma in riva al nostro golfo, secoli fa, sono sbarcati gli Arabi, e ci raccontarono l’antica leggenda di una Fenice immortale che sistematicamente rinasceva dalla sue ceneri.

Risorgi Napoli! Ve la facciamo noi la Pasqua!

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venerdì 15 aprile 2011

Lavezzi ai fornelli: asado alla friulana e la Champions è servita!!!

E' diventato quasi un appuntamento fisso, i nostri lettori lo aspettano come si aspetta un gol di Cavani, con la certezza che entro la fine della settimana arriverà ed allora eccolo qua, il nuovo post firmato da Juaninho Rumba, stavolta si parla di Argentina e tango, ma il profumo delle coste brasilere è sempre forte e impregna ogni suo articolo...Buona lettura!!!

Dopo essere riusciti a vincere la nona partita in trasferta della stagione, laddove i tifosi davano la trentaduesima lezione di come si tifa e si supporta una squadra di calcio, il Napoli è rientrato alla sua residenza. Si lavora alacremente da qualche giorno sugli aspetti tecnico tattici e psicologici in modo da creare le condizioni ideali per battere l’Udinese.
Tutti a disposizione di Mazzarri che potrà dunque scegliere la formazione migliore. Sarà la sfida nella sfida tra gli allenatori che più si sono segnalati per bravura quest’anno, tra i due più prolifici bomber del campionato, tra le uniche formazioni che giocano sistematicamente con la difesa a tre, tra le squadre più care a Pierpaolo Marino oltre ad essere il match degli ex: Domizzi e Denis da una parte, De Sanctis, Cribari, Dossena e Pazienza dall’altra, tutti con il dente avvelenato, ognuno desideroso di essere decisivo.

Ad un tratto ti fermi, ripensi parlando degli ex, alle sfide con la squadra di Udine e tornano alla mente gli ultimi risultati, alcuni tristi, pesanti da digerire, poi però davanti agli occhi compare una scritta, come fosse in sovrimpressione, puoi leggere :“Udinese Napoli 0-5”. Ecco il treno dei ricordi piacevoli che riaffiora all’orizzonte e tutti i vagoni che si snodano alle sue spalle. Lo vedi sfilare lentamente davanti a te, d'altronde essendo nella tua testa è anche lecito che scelga tu la velocità ed ora vuoi goderti lo spettacolo. Le immagini cominciano la loro sfilata, si compattano formando una sequenza logica, lineare; in fondo sono passati pochi anni e quei ricordi sono ancora freschi. Era la seconda partita di campionato dal nostro ritorno in serie A. Alla prima, si era partiti colmi di speranze ma si era chinato il capo, in casa,contro il Cagliari. Subito le prime accuse alla società, questa squadra non si salverà nemmeno, diceva qualcuno; poi la svolta in Friuli, mister Reja sedeva sulla nostra panchina e poco più in là gli si contrapponeva Pasquale Marino. All’inizio c’era timore, soprattutto verso il tridente bianconero, nel quale molti di noi rivedevano gli avanti che avremmo desiderato per la nostra squadra. Di Natale - Floro Flores - Quagliarella, difficilissimo leggere i loro nomi ad alta voce e tutto d’un fiato, tutti napoletani e ciascuno di noi si chiedeva, appunto, quali strani eventi li avessero portati così lontani dal capoluogo partenopeo. Alla fine di quella gara, come detto, fu trionfo e chi, fino a qualche ora prima aveva parlato di retrocessione, ora gridava al tricolore. In quei novanta minuti lasciò la sua traccia un giocatore su tutti, Ezequiel Ivan Lavezzi, che per la prima volta in modo perentorio e definitivo impresse la sua firma in calce; gol, dribbling, assist al bacio, scatti supersonici e giocate che richiamavano all’ultimo affascinante eroe della storia calcistica napoletana: Diego. Quella domenica di Settembre el “Pocho” vinse quasi da solo e si consacrò agli onori di tifosi e stampa.

Partita di ritorno, cambia lo stadio ma non il copione; pronti via e autogol di Zapata su cross del nostro delantero argentino, il San Paolo che ancora non si scompone, quasi aspettandosi il gol del pareggio, in mezza girata, di Simone Pepe,da lì in poi soliloquio Lavezzi, doppietta magnifica, con tutto lo stadio questa volta ebro di entusiasmo. Sembrava danzare, quel folletto scintillante, un secondo tempo a passo di tango. Due bellissimi spaccati del nuovo Napoli tornato in serie A. Intanto il treno dei ricordi sfila via ed è il momento di tornare alla realtà. Lo fai mentre un mezzo sorriso si distende lentamente lungo il volto, adesso al di là della tecnica della tattica e dell’aspetto psicologico, che pure sono fondamentali, ricordi come si batte l’Udinese, sai chi può essere “l’uomo in più”. Lo sa certamente anche lui, che quando i sanitari lo portavano fuori dal campo a Bologna, ad una smorfia di dolore per la botta presa, ne mescolava sul viso una di profonda gioia, mentre sentiva i napoletani che gli dedicavano un coro. Li ha guardati e, sorridendo, segretamente avrà pensato : “Napoli, chiamami ancora amore!”.
Stai tranquillo, Pocho, ché questo affetto non ti sarà negato mai.

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lunedì 11 aprile 2011

Pagelle Bologna Napoli e....il Marziano


Ieri un marziano è caduto con la sua navicella spaziale proprio sotto casa mia.
Si chiama Kunt, mi dice che è stanco, ha fame e che non sa dove andare.
Lo invito a salire. Pranziamo insieme, chiacchieriamo un po', è un tipo molto curioso. Ma poi si fanno le 3, e gli dico che c'è la partita Bologna Napoli, quindi è libero di andare di là e risposarsi un po' sul letto, se vuole. Partita? Bologna? Napoli? Il marziano è curioso, e si siede accanto a me sul divano.
L'arbitro fischia e lui già mi riempie di domande. Inizia coi tifosi. Vede migliaia di bandiere azzurre, quindicimila, e dice: "Ah, che bello che è lo stadio di Napoli!". Gli dico che si sbaglia, che quelli sono i tifosi napoletani (voto 10) che hanno invaso Bologna. Il marziano è sconvolto e azzarda un: "Mamma mia, allora Napoli è due città, una rimane sempre ferma dov'è e l'altra segue quella palla che rotola?". Esatto, gli dico.
Poi inizia a fare domande sul calcio giocato. Vuole sapere chi è quel signore che fa avanti e indietro sulla fascia destra e gli ricorda tanto un treno megavelocissimo che hanno costruito su Marte e che non finisce mai la benzina. Maggio (voto 6,5). Gli dico che lui è proprio così, nonostante i calcioni resiste e sta sempre lì, in difesa e in attacco, mai senza benzina. Gli spiego che dall'altra parte invece c'è Dossena (voto 6), che è un treno come Maggio, ma non è megavelocissimo, non è da Marte, è più un frecciarossa classico. Nel secondo tempo lui scompare sempre un po', ma copre molto bene nella difesa a 4. "A quattro?", domanda, "e gli altri tre chi sono?". Allora, dico, prima di tutto c'è il capitano. Cannavaro (voto 7,5). Gli dico che a me lui non fa impazzire, perché a volte sbaglia gli anticipi e si rimbambisce sui calci piazzati. Però ultimamente è impeccabile. Gli spiego quanto è forte Di Vaio e cosa vuol dire annullarlo completamente, quanto è difficile; quanto è difficile giocare da leader e capitano di una difesa e di una squadra non abituate a stare lassù. Alla sua destra c'è Campagnaro (voto 6). Lui è il più forte della difesa secondo me, solo che adesso sta un po' sottotono, a volte è poco attento. Il marziano scuote la testa e sussurra che a lui non sta proprio piacendo. Io gli rispondo che lui è un marziano e che questa è la prima partita del Napoli che vede. Perciò si astenesse da giudizi affrettati. Il povero extraterrestre, intimorito, tace.
A sinistra poi c'è Ruiz (voto 6,5). Gli spiego che sembra che questo qui faccia poco, ma in realtà ha delle doti eccezionali che mette silenziosamente in pratica. E mentre gli sto spiegando di quali doti si tratta, Ruiz fa un passaggio millimetrico e compassato ad Hamsik, che poi si conquista il rigore.
Ah, dimenticavo in occasione del primo gol i suoi commenti. Il marziano è rimasto estasiato dal Pocho Lavezzi (voto 6,5). Quando dopo il gol, dopo il colpo di tacco, gli ho detto che il Pocho stava giocando male lui mi ha guardato stranito. Mi ha detto: "Mamma mia, e allora quando gioca bene cos'è? Un extraterrestre?". Potrebbe esserlo, gli rispondo, potrebbe esserlo davvero.
Gli spiego poi che una piacevole sorpresa di questa giornata è Mascara (voto 7,5). Il Marziano sorride e dice, per sminuire: "Vabbé, sorpresa: chissà da quanto tempo gioca per il Napoli!". Quando gli rivelo da quanto tempo è con noi non dice più niente su Mascara, è sbalordito. Però ha ragione il marziano, Peppe ha giocato con la padronanza di chi mastica da anni il calcio di questa squadra.
Mentre gli spiegavo il concetto di calcio di rigore, Hamsik (voto 7) ne tira uno e fa gol. "Ha il mio stesso taglio di capelli", esclama il Marziano. Io lo riprendo e gli spiego invece di notare che classe ha questo ragazzo. Un po' come Ruiz sembra che dia poco, invece Marekiaro copre gli spazi come quando li attacca, detta i passaggi e li fa come quando li intercetta e fa suoi quelli avversari. "E come?", mi domanda lo straniero. Con la classe di chi una cosa complicatissima, la rende semplice ed efficace.
"Perché ti arrabbi così tanto col 5?", mi domanda a un certo punto Kunt. Pazienza (voto 5,5). Perché è troppo impreciso e precipitoso, soprattutto nel primo tempo, poi si riprende un po', bellissimo il passaggio per Maggio in occasione del primo gol, però per quel ruolo bisogna essere metronomi, e non maestri d'orchestra distratti. "Invece il 21 lo tratti come un Re...". Yebda (voto 6,5). E' che a me piace proprio questo ragazzo, è un'ottima diga tra difesa e attacco, e se non fosse per qualche distrazione dove proprio non bisogna distrarsi, diventerebbe il mio preferito. "E chi è allora il tuo preferito?", domanda prontamente il curioso extraterrestre.
Questo qui, dico. Questo qui che vola più in alto di te, Marziano, che vola a deviare fuori una palla velenosa sparata forte da un calcio d'angolo infame, che vola, devia, atterra, indietreggia e poi vola di nuovo, perché la palla è ritornata prepotente verso la porta, precisa come sono le cose prepotenti, indirizzata nel sette.
Ma Il Pirata Morgan De Sanctis (voto 7) c'è sempre. C'è quando si tratta di stare coi piedi per terra davanti alle telecamere, e c'è quando si tratta di volare. Gli domando se l'ha mai visto in cielo, nello spazio. Lui mi dice di no, che non l'ha mai visto. Poi però inizia a gridare e a indicare la tv: "Lui, lui. Lui sì, lui lo incontro spesso nello spazio. Lui è come me, veniamo dalla stessa città". Cavani, la sua felicità (voto 10). La sua esultanza è spettacolare. Sembra un capo ultrà, sembra drogato, fatto di Napoli e di Sogni.
Questo è il Napoli, che rende napoletani anche gli extraterrestri. "Mi ricordo quando è partito per la Terra - dice il Marziano - Eravamo tristi, attaccanti come lui sono rari nell'universo".
Le riserve. Lucarelli (s.v.) timbra il cartellino. Zuniga (voto 5), fa molto poco e male. Gargano (voto 5,5). E' calato, speriamo non finito, anche se un po' più reattivo.
"Sei cattivo però con le riserve. Sono riserve, sono scarsi, devi essere più comprensivo".
Scarsi? Zitto tu, gli dico, che è la prima partita del Napoli che vedi...

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sabato 9 aprile 2011

Il Napoli spiegato (anche) ai bambini.

Continua la collaborazione di Juaninho Rumba col nostro blog, felici di avere fra i nostri autori un esponente della scuola giornalistica "Paulista" vi proponiamo una sua nuova riflessione. Buona lettura...(NdR)


Premessa, se il Napoli si trova secondo in classifica ed ha,scontri diretti a parte,fatto meglio del Milan,non è per caso. Ciò che sta accadendo è sicuramente strepitoso e sorprende ma trova immediate risposte per chi proprio non riesce a capacitarsi.

Partiamo dall’alto:il presidente De Laurentiis!
Personaggio che un po’ divide ma le cui scelte,dell’ultimo anno e mezzo, sono indiscutibili. Apprezzabile nel comprendere che il ciclo Marino era terminato,oculato nell’aprire la porte della società a dirigenti nuovi,personaggi giovani ma di grande competenza,a tratti geniale sul mercato, soprattutto con le intuizioni, Mazzarri prima e Cavani poi.

Bigon, Fassone e tutto lo staff dirigenziale!
Citando il nome del direttore dell’area tecnica il pensiero corre immediatamente al calciomercato ,questo ma non solo;il Riccardo figlio d’arte ,oltre a disimpegnarsi egregiamente nelle trattative più complesse e dall’ esito incerto, mette anima e corpo per cercare di creare e mantenere le migliori condizioni lavorative; è inoltre preziosissimo collante tra squadra e società. Fassone, manager navigato e di comprovata esperienza nel marketing,è stato voluto dal presidente in prima persona. Oltre a riuscire sistematicamente a far quadrare i bilanci,sembra trasudare carisma e carattere, non tralasciando che Moggi ha recentemente dichiarato che ha un finissimo occhio come talent scout di calciatori.

Mazzarri: allenatore e non solo!
Il mago Walter, come amabilmente lo chiamano i supporters azzurri, è niente di meno che la guida che ha condotto il Napoli all’età dell’ oro in cui si trova ora. Il mister guarda i suoi uomini e li carica,li tocca e gli dà la scossa, trasmette voglia di correre e sudare a tutti, è lui il vero deus ex machina, parla singolarmente con i giocatori, tutti sanno cosa fare, i ragazzi giocano per lui, lo fanno fino al novantasettesimo e forse più, ha il polso dello spogliatoio e soprattutto ci mette la faccia quando le cose non vanno come previsto. Ha legato dal primo momento con i napoletani perché supportato da ottimi risultati ma anche per la sua intelligenza nel comprendere la voglia di riscatto di questo popolo. Sembra sempre saper toccare le note giuste di ciascuno e valorizzarne il suono. Uno straordinario psicologo dunque, prima che un preparatissimo trainer. Infine indica i profili adatti dei calciatori da acquistare. Ha dei collaboratori anch’essi importantissimi che suscitano invidia agli altri allenatori.

Titolari e riserve, tutti uniti!
Questa squadra è straordinaria,non le manca praticamente nulla,racchiude in se stessa tutti i desideri della gente: c’è il portiere paratutto,la difesa stabile e per lunghi tratti insuperabile, gli esterni che sono veloci e crossano bene, quello che dribbla sistematicamente ed ha le giocate che i bambini provano ad imitare, quell’altro col grande futuro assicurato ma anche il presente è da campione assoluto, quello che segna 25 gol e guarda la camera come a dire “scusate se è poco”, e tu ripensi a quando eri contento perché un ragazzo di Castellammare,con la stessa maglia azzurra, era andato in doppia cifra.

I tifosi: il motore della squadra
Beh il Napoli ormai è un ultra ottantenne ma, dall’alba del 1 agosto 1926, non è mai stato lasciato solo, quindi non c’è da stupirsi se in serie C erano 50.000, domenica scorsa 65.000 (e spingevano col loro respiro il pallore oltre la linea di porta) e il prossimo anno ci vorrà uno stadio più capiente per contenerli tutti. Tutte queste componenti si sono allineate come pianeti durante un eclissi emanando però una luce fortissima, unica.
Si va tutti, nessuno escluso nella stessa direzione, ecco il “segreto di Pulcinella” e questo nel calcio è molto raro…ma anche molto bello.


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domenica 3 aprile 2011

Napoli-Lazio fra rischio infarti e lettere a babbo natale.


Prima di dare i voti alla squadra, vorrei dare un consiglio al Presidente De Laurentiis e al Dottor Formisano (Direttore Marketing della S.S.C Napoli), che ne direste di commercializzare, come nuovo gadget a marchio Napoli, un defibrillatore? Così ogni tifoso sarà al sicuro dal rischio infarti e potrà godere, tranquillo e rilassato, di partite come questa, che hanno attentato all'incolumità delle coronarie di più di un appassionato.

De Sanctis 5,5 Prendi tre gol al San Paolo e sei già pronto a disperarti, ad urlare la tua rabbia, a prendertela con te stesso e con i tuoi compagni difensori, ma poi improvvisamente ti ritorna alla mente che giochi nel Napoli, che quest’anno ha imparato a giocare per vincere anche quando lo svantaggio è consistente, e ricordi che nella tua squadra lì davanti gioca Cavani, che la mette dentro sempre, e allora ti ritorna il sorriso e quei tre gol incassati fanno meno male. In fondo, per vincere, basta che i tuoi compagni ne segnino uno in più.

Campagnaro 5,5 Nel primo tempo Hugo fa la mezz’ala più che il difensore, percorre 80 metri di campo palla al piede, dribbla qualche avversario, crossa per gli attaccanti o passa al compagno libero sulla fascia, insomma gioca alla grande, però nel secondo tempo commette un errore grave, si fa superare da Dias (un difensore, non un bomber di razza) e la Lazio va sul 2-0.

Cannavaro 5,5 Anche lui gioca due partite nella stessa domenica, una fatta di anticipi imperiosi e lanci precisi da 50 metri, l’altra fatta di errori, come quello sul primo gol di Mauri in cui gli va incontro troppo “morbido” o quando si fa rubare ingenuamente palla da Sculli. Anche lui avrà detto, a fine partita, fortuna che c’è Cavani.

Aronica 4,5 E’ toccato a lui, ma poteva capitare a chiunque perché quell’autorete non l’ha segnato un giocatore del Napoli, no, quella palla è stata messa dentro da quella entità metafisica che chiunque giochi a pallone conosce e teme, sì perché poco prima il tiro di Brocchi era entrato e l’arbitro, non avendo convalidato il gol, ha fatto sì che intervenisse la “Maronn e legge” che ha rimesso le cose a posto. Non disperarti Totò, è andata così, ma non è stata colpa tua.

Maggio 6 Corre corre e corre manco fosse Forrest Gump, e dire che durante la sosta ha giocato due partite con la nazionale, ma lui pare non avvertire la stanchezza. L’assist di testa per il momentaneo 2-2 è un misto di intelligenza e tecnica e soprattutto la dimostrazione (l’ennesima) che in questo Napoli tutti vogliono far segnare El Matador.

Pazienza 5,5 Poco lucido, a volte distratto, non copre come suo solito, lasciando praticamente solo Yebda in quella zona del campo. Sostituito subito dopo il raddoppio della Lazio, anche se la sostituzione sembrava già preparata da Mazzarri evidentemente insoddisfatto della sua prestazione.
(dal 59° Mascara 6 Si fa ipnotizzare da Muslera proprio quando lo stadio era pronto a urlare, finalmente, il suo nome, poi però nonostante non abbia i centimetri di Lucarelli partecipa anche lui di testa alla splendida azione del 4-3)

Yebda 6,5 Fa tutto bene, sia la fase difensiva che quella offensiva, il rigore segnato con la sua Algeria deve averlo caricato a mille, l’aveva detto in settimana che ancora non s’era visto il vero Yebda (tant’è vero che nella sua Nazionale indossa addirittura la 10). Lo hanno soprannominato Alì Babà, sarà mica perché ha “rubato” il posto a Gargano?!?
(dall’86° Lucarelli 6 Meno di dieci minuti in campo per il “Compagno” Cristiano (può sembrare un ossimoro, ma non lo è) ma sufficienti per mettere la testa nell’azione che regala la vittoria al Napoli e per stringere in un lunghissimo abbraccio El Matador)

Dossena 6,5 Che sfiga, segni il primo gol in campionato e non hai nemmeno il tempo di esultare, c’è un pareggio ancora da inseguire e non puoi sprecare energie e minuti preziosi. Poi succede che quando vieni sostituito addirittura la tua squadra è di nuovo sotto, però uno stadio intero ti applaude a lungo e allora, forse, in quel momento il tempo per un sorriso lo trovi.
(dal 77° Gargano s.v.)

Hamsik 6,5 Lavora per la squadra e mai per esaltare il proprio ego, quando in campo saltano tutti gli schemi e addirittura ci sono 4 attaccanti lui va a fare il regista a centrocampo e cerca di mantenere la calma, lui, un ragazzino di 23 anni, che gran campione che abbiamo.

Lavezzi 6,5 Nel primo tempo è molto teso e sbaglia parecchi passaggi, certo influiscono anche i colpi che i laziali gli assestano sulle caviglie (quasi mai sanzionati dall’arbitro) comunque non trova lo spunto per “aprire” la difesa avversaria, però anche lui è un giocatore fenomenale e quando non riesce ad inventare qualcosa con la palla in movimento, ecco che dal cilindro tira fuori due assist precisi su calcio di punizione, due palle al centro dell’area e due gol in 180 secondi, e meno male che in squadra non avevamo gli “specialisti” dei calci piazzati.

Cavani 9 Caro Babbo Natale, sì lo so che non è periodo, tu ora sarai a goderti le vacanze in qualche atollo dell’Oceano Indiano, io però non voglio disturbarti ma solo darti un consiglio, visto che con la crisi che c’è, per il Natale 2011 sarà difficile racimolare i soldi per i regali, perché non fai un piccolo prelievo dai conti bancari dei vari Abramovič, Mansur, Pérez, Rosell e compagnia bella? Così tu avrai i fondi per fare felici i bambini di tutto il mondo e noi tifosi napoletani saremo ancora più felici perché nessuno potrà portarci via questo magnifico calciatore, che ne dici, ti pare una buona idea??

Mazzarri 7,5 I giocatori del Napoli e Mazzarri le partite le vivono in simbiosi, tanto loro sudano la maglia così lui suda le camicie, tanto loro si disperano in campo per gli errori, così lui strappa fili d’erba per il nervosismo, tanto loro esultano per una rimonta pazzesca, così lui si emoziona e saltella come se avesse segnato lui. Straordinario allenatore, capace di caricare i suoi uomini e prepararli a superare qualsiasi ostacolo, avanti così, altre sette finali e poi potremo riposare.

Tifosi napoletani 10 Ha ragione De Laurentiis “nessuno al mondo ha i tifosi che abbiamo noi”, ed è vero, l’accoglienza che hanno tributato a Reja è stata emozionante, sembrava che Edy sedesse ancora sulla nostra panchina tanto è stato l’affetto e il calore manifestato, e poi i cori i fiori, uno spettacolo di sportività

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