Napoli-Udinese e Palermo-Napoli non sono state seguite, su questo blog, da pagelle e voti alla squadra azzurra.
Qualche fidato lettore si sarà accorto della cosa e si sarà domandato, giustamente, il perché, in effetti un “perché” c’è, ed è che sarebbero state pagelle orribili, nessuno avrebbe raggiunto la sufficienza (eccezion fatta per Yebda, per quei pochi minuti a Palermo, unico a battersi per il pareggio) e sarebbero volati troppi brutti voti (a Lavezzi per l’apatia mostrata contro l’Udinese, per il suo nervosismo ed il suo infantilismo, a Maggio e Campagnaro per gli errori e le disattenzioni fatti vedere in entrambe le partite, a Pazienza e Cavani per la mollezza con cui andavano incontro a palloni ed avversari, ad Hamsik per i suoi passaggi sbagliati, facili prede per avversari vogliosi di rivincite personali) insomma sarebbero state negative per loro, per i protagonisti, ma allo stesso modo dolorosissime da scrivere per noi.
Sì perché fare le pagelle, dare i voti ad una squadra, è compito da osservatori del calcio, preparati ed esperti per carità, ma è gente che può permettersi di guardare il calcio con distacco e professionalità.
Ecco, questo è il punto, la “professionalità”, quelli lì sono professionisti del giornalismo, per loro (per alcuni di loro) scrivere di una vittoria o di una sconfitta è solo parte del mestiere, ma per noi del blog è diverso, il nostro mestiere è tifare (ricordandoci dell’etimologia, dal greco antico “typhos” cioè febbre) e quando la nostra squadra perde, e lo fa giocando malissimo come contro Udinese e Palermo, proprio non ce la facciamo a scrivere, soffriamo, stiamo male e riflettere “obiettivamente” e “professionalmente” ci fa solo stare peggio, così non troviamo rimedio migliore che provare a non pensarci, a distrarci con altro, però sappiamo anche che, con questo nostro atteggiamento, facciamo un torto a voi, che ci seguite con attenzione, e ci sembra doveroso chiedervi scusa per queste nostre inadempienze.
Allo stesso modo però non siamo ipocriti, non vi promettiamo di “non farlo più”, probabilmente ci ricascheremo, sicuramente capiteranno periodi neri in cui non ci riuscirà di scrivere nemmeno una riga, quando succederà però perdonateci, o almeno provate a comprenderci, e ricordate che noi siamo "febbricitanti" e che non esiste una medicina capace di guarirci, trattateci con riguardo, non ci passerà mai questa malattia, e forse, in fondo, nemmeno vogliamo che ci passi...
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