martedì 31 maggio 2011

Grazie a tutti...

E' passato un pò di tempo dall'ultima volta, ma la penna di Nico Petrozzi non era già in vacanza, era solo in attesa di un grande evento da commentare, di una stagione esaltante da descrivere, e allora ecco che Nico Petrozzi rilegge il campionato appena terminato ed ha pronti dei ringraziamenti, scoprite a chi sono rivolti...

Una stagione da incorniciare, un sogno. Per fortuna qualcuno ci ricorda che siamo svegli!

E ora che anche questa stagione meravigliosa è finita possiamo passare ai ringraziamenti.
Tessere le lodi del nostro Napoli sarebbe troppo difficile, le parole non basterebbero. Per il Napoli lascio parlare le lacrime del napoletano Cannavaro dopo il pareggio con l’Inter. Andiamo oltre, passiamo ai ringraziamenti.

Grazie all’Udinese. Quanti gol, che bel gioco e che umiltà. E’ lì come il Napoli a rubare un posto in Champions alle super titolate, alle solite quattro. Grazie Udinese che tieni fuori dalla competizione più prestigiosa d’Europa i simpaticoni della Lazio, con Lotito, aquila e “Zarate più forte di messi”.

Grazie a Garrone. Ci ha fatto vedere come un presidente possa tradire i suoi tifosi, quella che dovrebbe essere la sua gente. Via Cassano, via Pazzini e addio Serie A. Onore delle armi al capitano blucerchiato Palombo. Soddisfazione per i cugini genoani.

Complimenti e grazie al Milan. Complimenti perché quest’anno sono stati i più forti e hanno meritato la vittoria in campionato. Il mio grazie, forse un po’ troppo terrone, va alla mancanza di umanità di questo team Campioni,Milioni&Berlusconi. Grazie perché ci fa sentire vivi anche con giocatori magari non sempre all’altezza del tasso tecnico degli avversari, ma pienamente degni di indossare i colori onorati da gente come Zola, Sivori e Diego. Il giocattolo di Silvio è il più bello, ma è pur sempre di plastica. Ne sa qualcosa Andrea Pirlo.

Un grazie anche all’Inter che si riscopre umana, che scende dal piedistallo. Le stelle e le stalle sono più vicine di quanto si pensi!

Grazie ai gobbi! Grazie Juve! Grazie bianconeri! Vedervi nella polvere, ammettiamolo, ci riempie di gioia. Grazie per aver fomentato il malumore in casa Napoli con gli amici di Tuttosport. Grazie per aver arrancato, per esservi inchinati di fronte all’undici napoletano, grazie per aver mostrato a tutti ancora una volta che lo strapotere e la baldanza del calcio del Nord possono essere sconfitti. Anche Diego lo diceva. Non c’è niente di meglio che vedere gli Agnelli dopo una sconfitta contro il Napoli.

E poi le mega squalifiche. Lavezzi e Cavani con altri colori addosso diverrebbero degli angioletti immacolati; sono napoletani però, sono azzurri, sono terribilmente e meravigliosamente umani.

Grazie a tutti voi. Grazie per averci dimostrato la grandezza di questa squadra, di questa società, e diciamolo, di noi tifosi. Grazie per averci dato dei termini di paragone coi quali confrontare il nostro Napoli, belli come l’Udinese, o disastrosi come la Rubentus. Grazie perché ci avete fatto rendere conto che non è un sogno, che siamo svegli, che è solo merito nostro se siamo lì sul podio. Parlando alle quattro di mattina con un alticcio ultrà della Curva A in un locale del centro storico di Napoli, che alle cinque aveva l’aereo per seguire la squadra in trasferta a Villareal, ho apprezzato un motto che mi ripeteva più volte, che fa da sottotitolo a questa stagione: “Secondi a nessuno”. Nel calcio si vince e si perde, ma l’importante è tenere la testa alta e far sognare i propri tifosi. Quest’anno siamo primi, anche se terzi in classifica!

Ho da poco letto un vecchio libricino che racconta la stagione dell’ultimo scudetto partenopeo: “L’ultima vittoria del Sud”. Quegli anni sono lontani, ma siamo pronti a scrivere ancora la storia della squadra, della città, della gente più bella del mondo!

- - - - - - ->> Condividi

domenica 22 maggio 2011

Juventus-Napoli...noi in Champions, e voi?!?

Giocare contro la Juventus offre sempre stimoli particolari, non è mai una partita come le altre, e quella di stasera non è stata da meno. La vittoria sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una stagione fantastica, ma chiudere con un pareggio va bene lo stesso, considerando che in campo c'era il Napoli 2 e poi volete mettere la soddisfazione di sentir cantare "Oi vita, oi vita mia" all'Olimpico di Torino mentre i tifosi juventini si disperano per un'altra stagione orribile?!? Ora passiamo ai voti...

De Sanctis 6,5 Che voli stasera per il Pirata, mai visti interventi così spettacolari, di solito il nostro portierone è molto efficace e concede poco allo spettacolo, invece oggi ci ha (e si è) regalato anche qualche bella foto ricordo.

Santacroce 6,5 Il leoncino di Bahia è un gran bel difensore, peccato che polemizzi troppo con l'arbitro, ok, aveva ragione perchè i calcioni di Del Piero andavano sanzionati almeno col giallo, ma è l'arbitro quello che decide e non ha senso protestare così a lungo, comunque sempre preciso negli anticipi, il suo "marchio di fabbrica".

Cribari 6 Va bene così, sappiamo che non è il miglior centrale in circolazione, però qualche buon intervento lo fa vedere e si conquista la sufficienza.

Ruiz 5 Che ti è successo, Victor?!? Tre errori inguardabili, da uno dei quali scaturisce il corner che porta al gol di Chiellini. Forse la scarsa fiducia di Mazzarri ne ha minato la serenità, comunque niente di irreparabile, ci sarà tempo nel ritiro azzurro per perfezionare l'intesa con i compagni di reparto.

Maggio 7,5 Magnifico atleta, brucia l'erba sulla fascia di competenza, salta i difensori avversari con dribbling veloci, anticipa tutti e segna di testa, in difesa paralizza Krasic e chiunque gli capiti a tiro, gira voce che voglia cambiare aria...scherziamo?!?

Maiello 5 Poco convincente l'esordio dal primo minuto, forse tradito dall'emozione, speriamo possa rifarsi l'anno prossimo.
(dal 22'st Hamsik 6 Ordinato e preciso come sempre, anche se gli tocca stare più arretrato)

Gargano 6,5 La fascia di capitano gli da la scossa, nel primo tempo è il migliore in campo per gli azzurri, è l'uomo ovunque, ruba palloni a tutti, anche ai raccattapalle torinesi, poi nel secondo tempo il calo improvviso, con i soliti errori di misura nei passaggi, continua a lavorare Walter, puoi dare ancora molto a questa squadra.

Zuniga 6,5 "Fra quattro mesi sarò titolare" ipse dixit. La stoffa c'è, grintoso, attento nelle marcature, velocissimo a ripartire, inganna con finte del corpo i difensori bianconeri che devono ricorrere a falli di frustazione per fermarlo, bene così Camilo, abbiamo tanto bisogno di guerrieri come te.

Sosa 6 Non ero sicuro fosse in campo, lo cercavo ma non lo trovavo quasi mai, fortuna che si è ricordato di avere un piede "vellutato" ed ha messo in mezzo quell'assist perfetto per la testa di Maggio, in questo modo ha dato un senso alla sua prestazione e ha messo fine alle mie ricerche.
(dall'8' st Lavezzi 6 E' di un altro pianeta rispetto ai difensori juventini, li supera quando vuole senza nemmeno sforzarsi troppo, peccato per quel miracolo di Buffon che ha tolto la palla dalla rete)

Mascara 6 Poco convincente l'ultima stagionale di Mascarinho, molto agitato in campo, perde palloni con una facilità preoccupante e quasi mai si rende pericoloso.

Lucarelli 8 Che gioia veder segnare il Compagno Cristiano!!! Organizziamo una colletta, bastano 1000 euro per continuare a vedere in azzurro il partigiano dell'area di rigore, diamo a questo grande attaccante la possibilità di giocare la Champions con noi, se lo merita, ha dimostrato un attaccamento alla maglia più forte di molti titolari. Resta con noi, vogliamo vederti esultare ancora e ancora.
(dal 41'st Aronica s.v)

Mazzarri 6 Lasciamo da parte le polemiche, parliamo della gestione della partita. Concede spazio a chi ha giocato meno, e fa bene, venendo ripagato dal bel gol di testa di Lucarelli a cui offre anche la meritata standing-ovation (in trasferta poi, roba da matti anzi no, roba da napoletani). Non sappiamo quale squadra allenerà la prossima stagione, per il momento ringraziamolo per questa, meravigliosa, appena terminata.

- - - - - - ->> Condividi

martedì 17 maggio 2011

Napoli-Inter...i voti e un nuovo viaggio che ci aspetta!!!

Juaninho Rumba alle prese con le pagelle dei giocatori del Napoli, giocatori che si preparano a giocare la Champions League, competizione che spingerà la nostra "penna" ad abbandonare per un pò i suoi lunghi pomeriggi su assolate spiagge della costa Brasilera e a spostare lo sguardo dalle ipnotiche natiche creole che gli riempiono la vista...buona lettura!

Partita che va divisa in due tronconi. Primo tempo credibile e giocato su ritmi vivaci e sostenibili. Ripresa all’ insegna del “volemose bene”,con le squadre che hanno palleggiato nella loro metà campo per la maggior parte del tempo. In virtù di ciò presentiamo due voti per ciascun calciatore titolare. Il primo “verace”, il secondo di “cortesia”.

De Sanctis: Voto primo tempo 6. Voto secondo tempo 6,5. Para il parabile,si arrende alla bordata di Eto’o che per prenderla ci sarebbero voluti i poteri di Mr. Fantastic dei Fantastici 4. Il palo gli da una mano sulla conclusione di Maicon.Nel secondo tempo mura con il corpo una conclusione ravvicinata di Milito. Tutto il resto è noia.

Campagnaro: Voto primo tempo 6. Voto secondo tempo 6.Appare più brillante voglioso rispetto alle ultime prestazioni. Accettabile in difesa, lo si apprezza di più nelle folate offensive. In leggera difficoltà ad inizio partita quando Mazzarri decide di schierarlo terzino destro naturale nel 4-4-2. Ordinato nella ripresa. Preziosissima la sua esperienza per tutto il campionato.

Cannavaro: Voto primo tempo 6.Voto secondo tempo 6,5. Guida come al solito la difesa. Milito è storicamente il suo peggior cliente. Paolo purtroppo lo sa bene ed el “Principe”lo fa soffrire non poco nel primo tempo. Poi lentamente riesce a prendergli le misure e alla fine vince la sua sfida personale. Lacrime di gioia per il capitano,autentico baluardo.

Aronica: Voto primo tempo 5. Voto secondo tempo 6. Non la sua miglior partita. Molti interventi a vuoto e disimpegni errati. La seconda parte di gara per lui è una formalità,Maicon non sale più nemmeno per un saluto. Contribuisce a rallentare il match facendo girare il pallone tra i compagni di reparto. Più che dignitosa però la sua stagione.

Maggio: Voto primo tempo 6. Voto secondo tempo 6.Ha il coraggio e la prontezza di credere ad una palla che non sa come è arrivata lì,non solo la tiene in gioco ma riesce anche a servire Zuniga che la deposita in rete,Il gol è soprattutto suo. Sarebbe interessante sapere quanti Km percorre in campo. Decisivo il suo contributo.

Gargano: Voto primo tempo 5. Voto secondo tempo 6. Bisognerebbe mandare questo ragazzo a lezione di geometria spiegargli cos’è un goniometro, mostrargli un compasso. Chissà magari troverebbe le misure per effettuare almeno un passaggio preciso. Encomiabile dal punto di vista del cuore e della corsa. Singolare che sia lui a chiedere ,nel bel mezzo della festa,rinforzi di qualità per il centrocampo. Probabilmente sarà stato ben consigliato da un assistente spirituale che vuole evitargli milioni di bestemmie ogni Domenica.

Pazienza: Voto primo tempo 5,5. Voto secondo tempo 6.Niente da fare, non è più lo stesso. Pur preziosissimo tatticamente,non sottrae agli avversari i palloni di un tempo,si avventura troppe volte in giocate fuori dalla sua portata. Dimostra grande disciplina nella seconda frazione di gara facendo circolare il pallone sistematicamente all’ indietro.

Dossena: Voto primo tempo 6,5. Voto secondo tempo 6.Lui è entrato davvero in forma solo nelle ultime partite,segretamente forse vorrebbe che il campionato non finisse. Bello il duello con Maicon che altre volte l’aveva visto uscire sconfitto. Non ieri sera per fortuna. Mette nel mezzo dell’ area una moltitudine di palloni.

Hamsik: Voto primo tempo 5,5. Voto secondo tempo 6. Non entra sul terreno di gioco con il piglio giusto,fatica trovare la collocazione in campo e non riesce a scardinare il castello difensivo eretto da Leonardo. Lentamente cresce la sua verve e si lascia andare anche a dribbling e conclusioni che ne sottolineano la presenza sul terreno di gioco. Nella ripresa gioca degnamente,conosciamo la sua naturale attitudine per il retropassaggio. Grandissimo campionato il suo,imprescindibile. La Champions League è pensata per grandi campioni come lui.

Zuniga: Voto primo tempo 7. Voto secondo tempo 6,5. Se trovasse continuità sarebbe titolare inamovibile. ieri sera sfodera la sua miglior partita in maglia azzurra. Oltre a spingere in rete il pallone dei nostri sogni,si esibisce in qualche finta e dribbling efficaci e che non rallentano la manovra. Va ringraziato perché gioca costantemente fuori ruolo ma lo fa con grande applicazione.

Lavezzi: Voto primo tempo 6,5. Voto secondo tempo 6. Si ci aspetta la sua serata di gloria,il suo gol. Anche stavolta attesa vana. Gioca un primo tempo garibaldino e calcia da posizioni defilate verso la porta senza successo. Il suo secondo tempo non passerà alla storia ma ha sudato la maglia rincorrendo qualche pallone che circolava dalle sue parti. Dai Pocho che balli anche meglio di Boateng.

Yebda: in campo dal 24’ della ripresa. Voto 6 Ieri sera non sarà stato decisivo ma merita di essere riscattato. Probabilmente il miglior mediano che possiede il Napoli

Sosa: in campo dal 33’ della ripresa. S.V. partecipa alla passerella per la Champions. Difficile resti in Campania vista il suo scarso adattamento al calcio italiano.

Vitale: in campo dal 38’ della ripresa. S.V. Rileva Dossena.Ci ha fatto piacere rivedere Gigi in campo.

Mazzarri: Voto 6. Da quando è iniziata questa farsa della sua permanenza al Napoli non ha indovinato molte partite. Per fortuna ieri sera è andata bene anche per la benevolenza dell’ Inter. Speriamo che resti con noi perché non dimentichiamo che l’artefice di tutto è lui. Ma è necessario che sia contento e motivato per affrontare altre battaglie. Altresì raggiunga pure altri lidi. Ad ogni modo grazie Mister.

- - - - - - ->> Condividi

venerdì 13 maggio 2011

Pocholo

Il cane è il miglior amico dell’uomo. Ma qualche anno fa però in Argentina, a Villa Gobernador Galvez, una città a pochi chilometri da Rosario Central, un bambino sarebbe scoppiato a piangere se qualcuno gli avesse detto così, che un cane non ti abbandona mai. Questo bambino aveva un cane. Si chiamava Pocholo. Scappava continuamente. Pocholo scappava per non tornare mai più. Era un cane atipico, non era grato a nessuno, voleva solo la libertà, e allora correva più forte che poteva, cercando di non stancarsi mai, di depistare in qualunque modo Ezequiel, il suo piccolo padrone.

Ezequiel all’epoca aveva solo Pocholo. Perché il padre era andato via di casa e suo fratello Diego doveva pensare a fare sia il capofamiglia che il marito di suo madre, non poteva certo stare dietro anche a lui, e fargli da padre e fratello. Ezequiel non glielo chiedeva, lo sapeva e quindi basta, non gli è mai piaciuto mostrarsi debole. Lui piangeva solo quando Pocholo scappava via. L’unico amico che aveva, un cane, e lui non vedeva l’ora di abbandonarlo.

Così ogni notte, quando per le avenidas della città risuonava quella voce stridula e potente: “Pocholoooooooo. Pocholoooooo, vuelve aquì. Pocholooooo. Pochoooooooo”, tutti i vicini capivano al volo: il piccolo Ezequiel aveva di nuovo perso il cane. E quando il primo vicino usciva di casa per aiutarlo trovava sempre la solita scena, Ezequiel che piangeva e che non sapeva che fare. Da solo non poteva cercare il suo cane, poteva solo chiamarlo, perché gli era proibito andare al di là del suo quartiere, del suo barrio. La mamma glielo aveva proibito, solo in compagnia di un adulto, un vicino qualsiasi, poteva allontanarsi dall’avenida central del quartiere. Alla fine, grazie ai vicini, Pocholo veniva sempre riacchiappato. E quando il bambino lo trovava non lo sgridava mai. Mai che gli avesse urlato o lo avesse rimproverato, era sempre una festa, come se il cane si fosse perso per davvero e non avesse voluto fuggire di sua spontanea volontà. “Perché non lo sgridi?”, gli domandavano. “I cani si educano, se lo sgridi o lo picchi non lo farà più”. Ezequiel allora ringraziava e diceva che non ce n’era bisogno. Il cane aveva già capito da solo, non c’era bisogno di parole, sosteneva il bambino.

Poi col passare dei mesi il piccolo Ezequiel elaborò una teoria: correre più del cane. Ogni volta che Pocholo avesse provato a fuggire lui avrebbe corso più di lui per afferrarlo sulla corsa.

Allora si allenava. Giocava a calcio solo per correre. Si metteva sulle fasce e chiedeva palloni in profondità. Li voleva potenti, veloci; e mentre correva immaginava che al posto della palla ci fosse Pocholo. E ogni pallone diventava suo. I vicini sentivano sempre più raramente la voce stridula di Ezequiel, il “Pocholooooooo” risuonare nella notte. Anzi sembravano più felici insieme, il cane e il bambino. Quasi li confondevano quando correvano insieme, erano due fulmini identici nel buio. Ezequiel infatti fu presto chiamato da tutti “Pocho”.

E' una sera d'estate, quando si sente di nuovo: “Pocholoooooo, vuelve aquìììììì. Pocho, por favor, vuelveeee. Pochoooo”. Ma ovviamente non torna nessun cane. E neanche nessun vicino esce di casa, questa sera a nessuno va di cercare Pocholo, anche i vicini più magnanimi si sono stancati. Allora Ezequiel decide di incamminarsi con coraggio dove non gli è consentito andare. Arriva quasi al limite della città, in altri sconosciuti barrios, gridando forte il nome del cane.Ne vede tanti cani, tante facce, tanti odori e tanti bambini correre, ma non vede Pocholo. E poi il suo cane non potrebbe sentirlo: tante persone urlano e gridano nomi, e sono per lo più pazzi, ubriachi, o semplicemente felici. Ezequiel si siede sul marciapiede di questo barrio non suo. E pensa di essere l’unico bambino al mondo che neanche un cane riesce a voler bene; abbandonato e solo in un quartiere lontano e sconosciuto, si mette le dita sulle ciglia e si sente le sue unghie mordicchiate invase dalle lacrime. Entrano nella carne viva e fanno male, bruciano.

Ezequiel rimane seduto sul marciapiede per più di mezz’ora; gli tremano le gambe perché a lui quando piange tanto capita questo, che gli si bloccano le gambe come se fossero ghiacciate, e trema. Si immagina già sua madre e Diego che lo stanno cercando, e gridano per le avenidas il suo nome, pensano già di averlo perso, forse andranno alla polizia. Più pensa queste cose e più trema. Gli prende la paura poi quando vede altri ragazzini andargli vicino e sfotterlo, uno vuole anche picchiarlo, senza motivo, solo perché Ezequiel in quel barrio non ha una faccia conosciuta. I ragazzini si allontanano ridendo e offendendolo. Solo dopo un po’ lui si alza e se ne va senza meta, perché s’è scordato come tornare a casa, si è perso, non ricorda quale asfalto ha calpestato correndo dietro a Pocholo, quali strade. Potrebbe andare da qualcuno e chiedere aiuto, potrebbe farsi notare, ma Ezequiel non ha fiducia negli altri. Se neanche un cane gli vuole bene perché qualcuno dovrebbe aiutarlo? E poi è orgoglioso: in un modo, da solo, farà.

Si incammina per quartieri mai visti prima, è convinto che arriverà a casa con l’istinto, fiutando chissà quali odori, magari sentendo le voci che lo chiamano – “Pochoooooo”, “Pochooooooo” – e se non ci sono voci, pensa, pazienza: tanto senza Pocholo neanche ha tanto senso tornare a casa. Incontra altri ragazzi ancora. Gli fanno sgambetti e lui non reagisce. Lo offendono, solo perché è sconosciuto, e lui non reagisce. Gli sputano dietro la nuca e se ne vanno via ridendo. Ezequiel però non può niente, si tiene tutto e cammina a testa bassa. Si sente una gran rabbia dentro, che sale dalla pancia fino alla gola, vorrebbe ammazzarli di botte, ammazzare di botte il mondo, ma è solo, e quando uno è solo le cose se le deve tenere dentro.

Poi all’improvviso sente un rumore di pozzanghera. Di zampe che corrono in una pozzanghera e poi si fermano nella polvere della strada. Sente le unghie frenarsi nella polvere. Sente abbaiare. Sente quell’abbaiare lì. Ezequiel alza la testa, un sorriso enorme in faccia. Corre incontro a Pocholo per abbracciarlo e tornare a ridere insieme, ma il cane inizia a correre. Corre come non mai. Ezequiel allora gli va dietro. Corre anche lui molto forte, ma stavolta il cane è irraggiungibile, una scheggia, un lampo.

Correi tra i barrios come se fosse un’automobile sempre in quinta; Ezequiel gli è dietro, impossibile superare il cane, ma è lì e non lo perde di vista, nei muscoli delle gambe la voglia di non mollare, in quelli delle braccia la voglia di stringere forte il suo cane, e non perderlo mai più. Dopo quasi quindici minuti di corsa, il cane arriva nel barrio di Ezequiel, scheggia tra le case, i vicini, e tutti gridano che è tornato, che sono tornati, “Pocholo” e “Pocho”, di avvertire Diego y la senora, che “el Pocho” è tornato, non s’è perso, sono tornati. Ezequiel però non saluta, neanche le sente le voci. Si rende conto di essere tornato a casa, sì, e di non essersi perso, ma nelle mani ancora non tiene il suo cane, quindi non è ancora felice.

Arrivato davanti casa del bambino, il cane si ferma. Qualche metro dietro di lui si ferma anche Ezequiel. Il bambino si accascia sulle sue ginocchia, respira lento, affannato; il cane anche ha la lingua di fuori e gli occhi stanchi, sta prendendo fiato. Ma il suo riprendere fiato è diverso da quello del bambino. Perché il bambino dopo aver rimesso a posto i polmoni si fermerà.

Il cane invece no.

Ezequiel rimane piegato a fissarlo. Digrigna i denti e tende le vene del collo, come fa quando ha corso tanto. E quando sa di aver corso inutilmente. Ha gli occhi umidi e può essere il sudore, come possono essere minuscole gocce di lacrime. I due si guardano a lungo, e mentre l’aria rientra nei loro polmoni, l’ultima cosa che condivideranno, la cosa più preziosa, il cane sembra dirgli: “Puoi sbagliare strada, sbagliarti, puoi sbagliare tutte le volte che vuoi, ma chi mai vuole vederti perso, mai smetterà di amarti”.

Il cane poi scappa via, gira le spalle in un attimo e fugge verso la sua vita.

Ezequiel si alza dalle ginocchia. Smette di digrignare i denti e ha una gran voglia, improvvisa, di regalare felicità a chi mai vorrà vederlo perso, in barrios non suoi.

- - - - - - ->> Condividi

lunedì 9 maggio 2011

Lecce-Napoli i voti di un disastro


Fare le pagelle dopo Lecce-Napoli non è cosa facile, è stata una partita bruttissima, ci bastava un punto per blindare il terzo posto e invece, una volta acciuffato il pareggio, siamo riusciti a sprecare tutto e abbiamo messo a rischio lo splendido lavoro di un'intera stagione.

Ci sono pochissimi giocatori che hanno meritato un voto che si avvicini o superi la sufficienza, mi riferisco a Mascara (6,5) che ha segnato una volta ed è andato vicino al raddoppio, o a Zuniga (6) che con quel cross pennellato e le solite sgroppate sulla fascia si è dimostrato davvero in forma, tanto in forma che sarebbe dovuto entrare prima, e non per sostituire Dossena (6) anche ieri buona prestazione dell'esterno mancino, bensì al posto di Maggio (5) ancora una volta spento e fuori forma, mai un cross pericoloso in area o un passaggio filtrante per Lavezzi (5) che si ostina a provare il dribbling sulla destra, dove Giacomazzi è una diga insuperabile, invece di provare a sfondare a sinistra dove Tomovic è poco più che un buon giocatore ma troppo lento per la velocità del Pocho.
Male anche Hamsik (5) sembrava fosse rimasto non negli spogliatoi, ma addirittura a Castelvolturno, dove però evidentemente deve essere rimasto a fargli buona compagnia Cavani (2, anzi no, il 2 non fa media, si diceva al liceo, e allora 3 per l'uruguagio) nervoso per tutta la gara, ha un'unica occasione e la spreca in malo modo, per il resto è fuori dal gioco ed irriconoscibile per la rabbia che scatena contro l'arbitro che giustamente lo espelle.
A centrocampo le cose vanno leggermente meglio, lì almeno Gargano (5,5) ci mette la corsa e Yebda (5,5) la grinta e il fisico, tutte doti che però non bastano, di fronte avevano gente meno titolata ma molto, molto più motivata.
In difesa, nel primo tempo Cannavaro (5) gioca un'ottima partita, soliti anticipi puntuali e colpi di testa scaccia problemi, ma nel secondo tempo cambia tutto, Campagnaro (4,5) stende Corvia, rigore giustissimo e Aronica (4) va in confusione su ogni pallone che arrivi dalle sue parti.
In porta, De Sanctis (5) non fa meglio, poche responsabilità sui due gol, ma pesano e tanto quelle indecisioni nelle uscite.
In ogni caso, in campo prestazione indecorosa di ciascuno degli "undici" (le uniche note positive sono venute dai due sostituti) ma la peggiore prestazione è venuta dalla panchina, sì proprio lì dove è seduto (forse ancora per poco) Walter Mazzarri (0 spaccato, proprio come il voto tanto temuto a scuola) mi dispiace caro Mister, ma ieri hai sbagliato tutto, la partita è stata preparata male e gestita peggio, in campo sono entrati 11 fac-simile dei leoni ammirati fino a questo momento, ma soprattutto non trovano spiegazione alcune soluzioni tecniche molto discutibili, perchè Aronica, stanco e spaurito, e non Ruiz dal primo minuto? Perchè Maggio, lento e impacciato, e non Zuniga? Perchè in panchina non c'era Dumitru? Chi avrebbe dovuto sostituire il nervosissimo Cavani, forse Sosa?
Rispetto alla partita, caro Mister, i perchè sono tanti, ma se andiamo oltre i 90 minuti c'è un altro interrogativo che vorremmo porti, perchè, a un mese dalla fine del campionato e a un passo da un traguardo preziosissimo, hai tirato fuori questa storia del "non so se resto"?? Perchè????
Ti saremo sempre grati per le emozioni che ci hai regalato in questi due anni (ricordando sempre, però, che in campo ci vanno i giocatori) ma avresti dovuto essere più professionale e aspettare, in silenzio, la fine del campionato.
Con quelle tue parole hai creato scompiglio tra noi tifosi, proprio noi che di certo non ci meritavamo questo finale di stagione, noi che ci siamo sempre stati, dalla serie C alle porte della Champions, e che, soprattutto e a differenza tua, ci saremo sempre non meritavamo questo trattamento, no, ci vuole più rispetto per gente come noi, lo esigiamo!!!

- - - - - - ->> Condividi

venerdì 6 maggio 2011

Salentu, lu sule lu mare...la Champions!!!

Eccolo qua, di nuovo sulle nostre pagine, con un occhio all'inizio del Brasileirao e un altro, attento, alla conclusione della Serie A, Juaninho Rumba non conosce soste, rinfrancato da una caipirinha D.O.C. ci regala la sua ultima fatica...Dissetatevi!!!

D’estate spesso raggiungiamo le vostre spiagge ,ci tuffiamo nei vostri mari.
Nelle cantine collezioniamo i vostri vini e li degustiamo sulle nostre tavole.
Alla radio ascoltiamo le canzoni delle vostre band. Abbracciamo la vostra filosofia, ci facciamo coinvolgere dall’ atmosfera rigogliosa e scoppiettante del Salento.
Ma, caro Lecce, il calcio è un’altra cosa.
Abbiamo sete di successo. Va bene lo scudetto è rossonero ma vogliamo arrivare il più in alto possibile.

Nostro malgrado i sogni Champions che gelosamente custodiamo, non collimano con la vostra legittima speranza di restare nella massima serie.
Vi auguriamo di fare sei punti dopo la partita di domenica, questo è assodato. Noi arriveremo al Via Del Mare a giocare la nostra gara con convinzione e rispetto. Sappiamo che a casa vostra “non l’avete fatta buona a nessuno”.
All’ andata quasi ci rovinavate il Natale, fu necessaria la decima fatica di “Ercole” Cavani, nella circostanza spinto da qualcosa di ultraterreno. El “matador” dribblò ben tre difensori e scaricò con inaudita violenza il pallone in rete, calciando da fuori area. Un gol che resterà negli annali. Jose Altafini spese diversi giorni a cercare una giocata del genere nel suo manuale, alla fine fu costretto,non trovandola,ad annotarla mestamente alla voce : “INEDITI”.

Ora è il momento di aggiornare la nostra storia. Vogliamo ridare colore a quelle poche immagini sbiadite che ci vedono giocare in Coppa dei Campioni. Speriamo che sia la partita che chiuda ogni discorso e ci dia la certezza matematica del terzo posto finale(almeno). Auspichiamo la partita perfetta.

Ah Lecce quanti ricordi! Quanti calciatori allenatori e dirigenti valorizzati nelle tue quattordici stagioni di serie A. Che dignità nelle sconfitte,che senso di rivalsa nelle vittorie. Salentini e napoletani,quante analogie morfologiche, climatiche e caratteriali tra noi. Appare illogico che non si sia mai pensato ad un gemellaggio. Dispiace quasi dirvi di cederci il passo.
Non veniamo come bagnanti, per quello ci sarà tempo, a fine campionato festeggeremo insieme la nostra qualificazione alla Champions e la vostra salvezza. Magari proprio a Porta Napoli,davanti all’arco di trionfo con le colonne d’ordine corinzio e il capitello barocco.
Domenica 8 Maggio ore 15.00 Napoli e Lecce l’un contro l’altra armata,solo per 90 minuti però.

Dai azzurri, il Gargano ce l’abbiamo già, ora proviamo a conquistare anche il Salento!

- - - - - - ->> Condividi

lunedì 2 maggio 2011

Napoli-Genoa...i voti e un sogno che continua


De Sanctis 6 Pochi pericoli, giusto un brivido su un gran tiro di Kucka, il pirata è sembrato insicuro su alcune uscite, ma sempre solido e autorevole quando c'è da organizzare la difesa. La doccia calda per lavare via tutta quella pioggia fredda se l'è meritata.

Campagnaro 6 Tanta corsa, delle buone proposizioni in avanti e tanta forza quando c'è da fare muro agli attaccanti avversari con i suoi muscoli da bodybuilder, si avvicina la fine della stagione e la stanchezza comincia ad avvertirla anche lui, ancora un piccolo sforzo però.
(dal 49' st Santacroce s.v)

Cannavaro 6,5 Il capitano è tornato al posto che gli spetta, il timone della difesa, e con lui lì, la nave Napoli non ha da preoccuparsi del rollìo durante la tempesta del San Paolo. Anticipi intelligenti, marcature asfissianti, scivolate provvidenziali, ecco il repertorio di una serata che, causa pioggia e condizioni del campo, poteva essere molto pericolosa, ma al posto di comando abbiamo un Capitano tutto d'un pezzo e non abbiamo nulla da temere.

Aronica 6 Mezzo voto in più per l'assist che ha favorito il gol, però Totò sbaglia tanto, porta palla e non la cede mai ai compagni meglio posizionati e, perdendola, permette al Genoa di ripartire in contropiede, in difesa si lascia saltare con troppa facilità, forse la concorrenza di Victor Ruiz è fonte di tensione e ansia.

Maggio 5,5 Non la sua migliore prestazione, è da almeno tre gare che si nota un calo di forma, infatti da quel lato del campo arrivano pochi palloni giocabili, forse un pò di turn-over con Zuniga potrebbe fare bene alla squadra e a lui, serve riposo.

Gargano 6,5 Lo critichiamo tanto, forse troppo, e forse ingiustamente, questo ragazzo se è in forma riesce a spezzare il gioco degli avversari, ruba cento palloni e permette al Napoli di ritrovarsi in superiorità numerica, però non riesce a gestire quei palloni, non è proprio "arte sua", ha bisogno di un compagno di reparto coi piedi buoni, che la società lo trovi e glielo metta affianco.

Pazienza 5 Serataccia per Michelino, troppi errori sia in fase di impostazione che in fase di contenimento, che sia arrivato anche il suo turno di riposare un pò?
(dal 16' st Yebda 6,5 Ecco chi potrebbe far riposare Pazienza, l'algerino con la sua fisicità è una manna dal cielo per il centrocampo azzurro, fiato, chili e centimetri per mettere pressione agli avversari, solo Eduardo gli nega la gioia del gol. Vuole essere riscattato a Giugno, vuole questa maglia e sta sudando per tenerla ancora sulle spalle, merita di rimanere.)

Dossena 7 Straordinaria partita dell'esterno lombardo, forse la sua migliore prestazione dell'anno, dribbling sulla trequarti, cross precisi dal fondo, difesa attenta e pronte ripartenze sulla fascia, davvero una gran partita, prova anche il tiro ma gli capita sul piede sbagliato, pazienza.

Hamsik 7,5 La bellezza e la purezza. Può sembrare la reclame di una nota acqua minerale, ma non è così, sono, invece, le parole giuste per descrivere la straordinaria classe di questo ragazzo, 11 gol in campionato e 47 in quattro anni non sono numeri da centrocampista, sono numeri da campione. Continua così ragazzo, ama Napoli come Napoli ama te, cresceremo e vinceremo insieme!
(dal 41' st Mascara s.v)

Lavezzi 6,5 Benedetto Lavezzi, croce e delizia di questo Napoli. Tanti dribbling quante le gocce d'acqua piovute sul manto del San Paolo, difensori avversari bagnati e immobili come uccellini sorpresi da una tempesta, passaggi precisi che scivolano veloci sull'erba inzuppata d'acqua, tiri potenti e...mai un gol! Ecco il problema, la "croce" di questo ragazzo e della nostra squadra, l'incapacità a segnare, perchè, benedetto Lavezzi, non riesci a metterla dentro? Perchè?!?

Cavani 6 Brutta partita per il capocannoniere del campionato, in alcune azioni è fuori posizione o in leggero ritardo, in altre è troppo egoista e perde palla accerchiato dai difensori genoani, forse la voglia di segnare a volte gli fa perdere lucidità.

Mazzarri 6 Partita letta bene dal mister, giusto il rientro in squadra di Gargano e la sostituzione di Pazienza, qualche dubbio sulla sostituzione di Campagnaro fatta in pieno recupero, trenta secondi regalati al Genoa che fortunatamente non ne ha approfittato.

Pubblico del San Paolo 10 Che bello se tutte le partite fossero vissute in questo clima, con i tifosi delle due squadre che si rispettano e col settore ospiti (quello brutto con le reti di protezione manco fosse una gabbia) vuoto perchè non ce n'era bisogno, il posto per i tifosi ospiti era accanto a quelli di casa.



- - - - - - ->> Condividi