
Ieri la partita l’ho vista al San Paolo in compagnia di due cari amici, uno, Nuto, già autore di questo blog e l’altro, Giovanni, futuro autore di questo blog. La partita di ieri, per me ma penso anche per loro, ha avuto un sapore particolare, non ci incontravamo tutti insieme da cinque anni, da un viaggio stupendo “on the road” in Spagna e soprattutto non parlavamo di Napoli da cinque lunghissimi anni, esattamente da una notte di luglio passata a bere cerveza gelata e a mangiare tapas. Eravamo a Granada e una volta finito il giro dei locali e aver conosciuto Juan Carlos, personaggio ieratico che ci insegnò molte cose sulla Spagna e sull’immigrazione marocchina attraverso Ceuta e Gibilterra, ritornammo in albergo, dove però il caldo della stanza si sposava male con l’alcool che avevamo in corpo e il risultato furono un paio di ore insonni in cui ci concentrammo a parlare del calciomercato del Napoli (in quella finestra di mercato arrivarono Paolo Cannavaro, Dalla Bona, Domizzi, Bucchi e De Zerbi) e a fantasticare sulle sorti della nostra squadra (a breve sarebbe cominciato il campionato, il Napoli si preparava ad affrontare l’ultimo anno di purgatorio giocando in serie B).
Al termine di quel viaggio, in cui tra l’altro Giovanni fece sfoggio delle sue capacità mnemoniche elencando le formazioni più gloriose del Napoli, ci salutammo inconsapevoli che ci saremmo rincontrati dopo cinque anni, ma ancora più inconsapevoli che ci saremmo rivisti per una partita in cui il Napoli, quello di cui sognavamo futuri gloriosi dopo due anni di serie C, si giocava il terzo posto nella massima serie, con la possibilità di andare a -3 dal Milan capolista, insomma ieri per tutti quanti la partita si è giocata alle 20.45 allo stadio San Paolo di Napoli ed è finita alle 22.33, per noi tre invece quella partita è cominciata a fine luglio del 2006 in Andalucia e, per quelli che erano i nostri sogni, ancora non abbiamo sentito il triplice fischio…
De Sanctis 6 La sufficienza è per il record raggiunto e superato di Castellini, 799 minuti contro i 763 del “Giaguaro” di imbattibilità in casa, però senza quell’uscita avventata su Acquafresca i minuti sarebbero potuti essere molti di più. Auguri al Pirata, ma più attenzione la prossima volta.
Santacroce 6 Qualche errore lo commette, a volte il leoncino affonda troppo gli artigli nella carne degli avversari ed è solo per la distrazione dell’arbitro se non gli viene fischiato un rigore contro. La sufficienza se la merita tutta con quella rovesciata che avvia l’azione del raddoppio, un gesto atletico meraviglioso.
Cannavaro 6 Sul gol del Cagliari perde di vista Acquafresca ed è un errore da sottolineare in rosso, però è solo un attimo di sbandamento, prima e dopo è sempre attento e puntuale negli interventi, soprattutto di testa. E’ il miglior centrale difensivo italiano attualmente in attività, ma ciò non basta per la convocazione in Nazionale.
Ruiz 6 “il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette” cantava De Gregori, le spalle strette non sono un problema per il ventiduenne spagnolo, anzi, la fisicità del giovanotto è impressionante così come la calma mostrata all’esordio davanti a 45.000 spettatori, però i movimenti della difesa a 3 ancora non li controlla alla perfezione, infatti quando Mazzarri passa alla difesa a 4 lui ne guadagna in tranquillità.
Zuniga 5,5 La stanchezza si fa sentire, è il jolli di questo Napoli, può giocare a centrocampo a sinistra come a destra, lo si può spostare sulla trequarti o in difesa, insomma lo si può impiegare ovunque, però forse tutta questa duttilità ne offusca a volte la lucidità, del resto confondersi con i movimenti dei vari ruoli che riveste è abbastanza semplice.
Yebda 5,75 Media matematica fra il 5 del primo tempo e il 6,5 del secondo, Agazzi gli nega la gioia del gol dopo un tiro potentissimo da fuori area, noi in curva stavamo quasi già festeggiando.
Pazienza 6,5 Da ieri lo possiamo chiamare Enrico Pignataro (ricordate il personaggio di Sergio Rubini in “No problem”?) Dossena perde il suo uomo? No problem. Zuniga si fa saltare in velocità? No problem. Yebda perde palla esponendo la difesa al rischio contropiede? No problem. Ci pensa sempre Michelino, pardon Enrico, risolve lui tutti i problemi, anzi con lui in campo i problemi non si creano proprio. Anche in questo caso, applaudiamo (ironicamente) le scelte del selezionatore Prandelli.
Dossena 6 Sulle fasce il Cagliari chiude bene, difatti le azioni dei due gol partono entrambe dal centro del campo, però comunque lui si impegna, corre, dribbla e crossa al centro, poco fortunato ma non si può dire che non c’abbia provato.
(dall’82° Aronica s.v.)
Hamsik 7,5 I campioni veri possono permettersi il lusso di giocare un solo tempo per partita, infatti nel primo Marekiaro fa poco e niente (ad onor del vero, tutto il Napoli conclude poco nei primi 45 minuti) ma nel secondo si scatena, passaggio di tacco a Lavezzi che poi viene atterrato in area, stop di petto e assist a seguire per Cavani (senza guardare il movimento dell’uruguagio, lui semplicemente lo sapeva che El Matador sarebbe arrivato in quel momento ed in quel punto in cui lui metteva la palla) nell’azione del secondo gol, un tiro potente ribattuto di testa da un difensore, insomma a vederlo giocare dal vivo te ne innamori e lo vorresti vedere al San Paolo per tutta la vita, non ci lascerai mai Marekiaro vero?!? Dopo averci deliziato vorresti mica farci soffrire?!?
(dal 79° Mascara 6 Quel palo maledetto!!! Che gol sarebbe stato, il San Paolo era pronto ad esplodere per Mascarinho, speriamo ci regali presto una sua perla)
Lavezzi 6 Nel primo tempo sbaglia tutti i passaggi, nel secondo supera la difesa cagliaritana ogni volta che accelera, si procura un rigore e poi si fa ammonire per simulazione, era nervoso il Pocho, forse voleva segnare ancora dopo la trasferta emiliana, ci vuole calma però, tranquillità e concentrazione per gonfiare la rete e forse anche qualche ripetizione impartita dal Maestro Cavani.
Cavani 7,5 Il record di Vojak (22 reti in 34 partite) fu stabilito durante la stagione 1932/1933, da allora il Napoli ha avuto centravanti da sogno, Jeppson, Sivori, Altafini, Careca, Giordano, Zola e tanti altri e mai nessuno di loro era riuscito a battere questo record, non c’era riuscito nemmeno il Dio del calcio, Diego Armando Maradona. Abbiamo dovuto aspettare 78 anni e l’arrivo di un fantastico attaccante uruguaiano, un giocatore che segna con una facilità impressionante, capace di tornare in difesa ad aiutare i compagni e poi ripartire come una saetta verso l’area avversaria. Cavani è la punta che non abbiamo mai avuto, teniamocelo stretto, i gioielli si conservano e si tramandano, non si cedono mai!
Mazzarri 7 In settimana ha sofferto per una colica renale, però la dedizione al lavoro non gli ha permesso di lasciare la squadra e la panchina, girano voci che lo vorrebbero alla Juventus, ma un allenatore che segue le partite in maniche di camicia può mai lasciare il sole di Napoli per il freddo di Torino?!? Sarebbe un paradosso, e Mazzarri sarà folle, sanguigno e irascibile, ma paradossale proprio no. Resta con noi Mister, abbiamo ancora tanta strada da fare insieme, ci aspettano traguardi impronunciabili…
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