Dispositivo dell'art. 101 c.p.c.
Il giudice, salvo che la legge disponga altrimenti (2), non può statuire sopra alcuna domanda, se la parte contro la quale è proposta non è stata regolarmente citata (3) e non è comparsa (4).
Se ritiene di porre a fondamento della decisione una questione rilevata d’ufficio, il giudice riserva la decisione, assegnando alle parti, a pena di nullità, un termine, non inferiore a venti e non superiore a quaranta giorni dalla comunicazione, per il deposito in cancelleria di memorie contenenti osservazioni sulla medesima questione.
Cioè, in parole povere, non si possono presentare prove non "pattuite" in precedenza, a meno che non passino 40 giorni! Vale a dire che se l'istanza di primo grado è stata dibattuta sulle immagini di Sky, anche quella di secondo grado (il ricorso) deve essere dibattuta sulle stesse prove. Altre prove solo dopo 40 giorni.
Quindi qui c'è una violazione chiara del codice di procedura civile molto, molto grave. Il punto è che se l'avvocato Grassani si mettesse di nuovo a fare ricorso (ha il diritto di farlo) passerebbe almeno un'altra settimana, e comunque lo sconto della pena sarà di una sola giornata; quindi due giornate il Pocho le salta per forza. Catania e Milan.
Inutile dire altro, anche perché mi rendo conto della "pesantezza" del post. Però voglio collegarmi all'inizio del post: per me questa è stata una giornata negativa, perché mi sono domandato che senso ha seguire questo campionato. E non dico che qualcuno sta ostacolando il Napoli o vuole far vincere il Milan. Sto dicendo che oggi c'è stata una palese ingiustizia, o volendo essere positivi, è stato punita la deontologia di un professionista in maniera differente da altri professionisti, i precedenti parlano chiaro. (E vedremo cosa ne sarà di Gattuso). Quindi mi sono domandato, ad esempio, perché guardare Milan Napoli, ho sentito su di me l'ombra di calciopoli, tanti fantasmi. Ho pensato se vale la pena guardarla sapendo che non esiste una giustizia del tutto sana, ritrovandomi - vedete che paradosso! - sulla stessa lunghezza d'onda del presidente, e come noterete dalla minuscola, non sto parlando di De Laurentiis.
Poi ho visto il calendario. Oggi è 18 febbraio. Oggi Roberto Baggio compie 45 anni. Ho rivisto il video della sua uscita di scena, un Milan Brescia in cui saluta tutti, con un bellissimo commento di Caressa. C'è Maldini che lo abbraccia, e Roby che commosso esce. E tutto il pubblico rossonero in piedi lo applaude. Ho pensato al pubblico rossonero e a Baggio. Ho pensato che è per rispetto dei tifosi del Milan che vedrò la partita e continuerò a seguire questo campionato. Loro non c'entrano nulla con l'articolo 101 del codice di procedura civile: non è giusto rinunciare a certi campioni, ho pensato a Baggio. Anche noi tifosi del Napoli l'avremmo applaudito, se quello fosse stato il San Paolo e non il Meazza. La Legge non è uguale per tutti, ma il calcio sì. E alla fine vince il gol, per questo il calcio è una fede e la Legge no. La Fede è per pochi, ma quando c'è, è uguale per tutti, non c'entrano i soldi o il potere, le minorenni o le mogli, i politici o gli uomini comuni. Il punto è che chi applaude Baggio in quel modo va rispettato, perché sono nostri fratelli di Fede, è per rispetto loro che seguo il Napoli dalla serie C, che lo seguirò in Champion, Europa League o lì dove non si può dire.
Chi applaude i campione, ha Fede, chi a questi impedisce il campo, state sicuri che non è un nostro fratello. Pregava De André, in nome di chi disobbedisce alle leggi del Branco, in nome di chi ha una Fede fastidiosa: "Non dimenticare il loro volto, che dopo tanto sbandare, è appena giusto che la Fortuna li aiuti (...) come un'anomalia". A proposito, auguri anche a lui.
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