lunedì 21 febbraio 2011

Napoli-Catania...i voti

De Sanctis 6,5 Stavolta gli attaccanti avversari riescono a tirare più volte verso la porta difesa da Morgan, ma gli interventi del Pirata sono sempre precisi, le sue parate sempre efficaci e ora i minuti di imbattibilità interna sono 669, a fine gara ha affermato che per lui è stato poco più di un allenamento “Sono abituato a parare i tiri di Cavani, stasera solo normale amministrazione!!”

Santacroce 6,5 Il leoncino ieri sera ha dimostrato la velocità di un ghepardo e l’intelligenza di un delfino, ha anticipato tutti gli avversari riuscendo a leggere in anticipo l’azione e a farsi trovare un secondo prima dell’avversario sulla palla. Da leone vero la resistenza al dolore e la determinazione a resistere per non lasciare la squadra in dieci.

Cannavaro 6,5 Grande prova del Capitano, negli ultimi minuti, quando il Catania attaccava disperato e con tutti gli uomini, è stato eccezionale nel compattare difesa e centrocampo per formare una vera diga da contrapporre agli avversari.

Aronica 6,5 Dal lato sinistro non si passa, Aronica difende benissimo ma soprattutto avanza tanto, costringendo l’attaccante avversario a cambiare ruolo, da probabile assist-man deve trasformarsi in impacciato difensore per provare a togliere la palla a Totò, peccato mancherà in Spagna.

Maggio 6,5 Corre, come al solito, e salta avversari con una certa facilità, non sempre precisi i suoi cross, ma in quel ruolo è davvero insostituibile.

Pazienza 6 Funziona bene l’intesa con Yebda, anche se il merito è più dell’algerino che del foggiano, svolge il suo compito, non è veloce come suo solito ma riesce comunque a recuperare molti palloni. Deve riposare.
(dal 76’ Gargano, s.v.)

Yebda 6,5 Un mastino in mezzo al campo, strappa palloni agli avversari con una facilità impressionante, e quando non ci riesce li ferma col fisico imponente, apre bene le azioni d’attacco e si fa vedere spesso in avanti, davvero un gran bel giocatore.

Zuniga 7,5 Prima di scrivere qualsiasi parola è necessario porgere le dovute scuse a questo ragazzo, troppe volte l’abbiamo criticato, troppe volte l’abbiamo offeso, ieri sera ci ha zittiti tutti e l’ha fatto senza rancore, senza rabbia ma col sorriso bellissimo di chi è davvero felice, di quella felicità che è per tutti ed è così straripante che toglie il posto ad ogni cattivo sentimento. Il gol è stato stupendo, ha colpito con freddezza cercando il punto più difficile e trovando uno spazio strettissimo fra un pezzo di legno e la frenesia di un portiere che s’è spinto troppo avanti, ha segnato da attaccante puro, proprio lui che è un esuberante difensore.
(dal 79’ Dossena, s.v)

Hamsik 6,5 Qualcosina la sbaglia anche lui, a volte vive dei momenti di smarrimento, però quando si rende conto di essere un campioncino vero e calcia quel pallone con un sinistro violento e pieno di effetto, beh, i brividi li avverte anche chi sta seduto sul comodo divano di casa.

Sosa 6,5 Una buona prestazione, finalmente lo vediamo correre più sciolto e meno teso, si procura un rigore in maniera furba e con un buono scatto che aveva lasciato sul posto il difensore. El Principito si sta decisamente abituando al suo nuovo regno, continua così, vogliamo vederti brandire lo scettro.
(dal 61’ Mascara 6 Per lui è una gara difficile, di fronte ha i suoi compagni e la squadra per cui tifa, entra sommerso dall’applauso dei tifosi napoletani che esplodono in un boato quando lo vedono cercare un gol di tacco, parato sulla linea dal portiere del Catania)

Cavani 6 “E il settimo giorno si riposò” L’errore dal dischetto ci ha consegnato un Edinson umano, a noi che lo credevamo un alieno, un essere venuto da chissà dove capace di segnare sempre e comunque, ieri abbiamo capito che non è così, ma ad uno con quella faccia d’angelo possiamo perdonare tutto. Nell’applauso del San Paolo, a dispetto del palo, c’era tutto il perdono di questo mondo…non abbatterti Matador.

Mazzarri 7 Non era facile, dopo la dura battaglia col Villareal, mettere in campo una squadra motivata e fresca, gli uomini con cui ha sostituito i titolari però gli hanno dato una grossa mano, non generando alcun rimpianto. L’abbraccio e la corsa verso Zuniga sono un ricordo emozionante che conserveremo per tanto tempo, in quel gesto c’era tutto quello che può significare la parola “squadra”. Complimenti Mister.

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